Progetto Bononi

Progetto Bononi

Restauro dell’Incoronazione della Vergine di Carlo Bononi nella Basilica di Santa Maria in Vado a Ferrara

Progetto coordinato dal CIAS e finalizzato alla conduzione di test diagnostici e al rilievo dello stato di contaminazione microbica del tondo del bononi raffigurante l’Incoronazione della Vergine e al finanziamento del contemporaneo restauro dell’opera d’arte.

 

Tutta l'attività viene svolta in modo interdisciplinare, in stretta collaborazione con la Parrocchia dell’Annunciazione di Santa Maria in Vado, il Consorzio Futuro in Ricerca, il Comune di Ferrara (con i suoi Musei di Arte Antica) e la Fondazione Ferrara Arte.

Sono stati e vengono tutt'ora coinvolti soggetti pubblici e privati interessati alla divulgazione della cultura e alla comunicazione scientifica nell'ambito dell'arte, della valorizzazione delle competenze tecniche e della promozione del territorio.

 

Da metà settembre 2017, l'opera d'arte restaurata e gli altri grandi dipinti del Bononi che già sono ospitati della Basilica di S.Maria in Vado, rimaranno esposti in un allestimento complementare alla mostra monografica su Carlo Bononi ospitata a Palazzo dei Diamanti (fino a gennaio 2018).

Scienza e arte: un connubio di creatività tra passato e futuro

Premesse

Nelle moderne società industriali, l’approccio al tema della conoscenza è purtroppo minato da una esasperata frammentazione delle diverse discipline, in ambito sia scientifico sia artistico/umanistico. Le varie manifestazioni culturali appaiono così monolitiche e impermeabili al mutuo scambio di informazioni, impoverite, devitalizzate e confinate entro ristretti spazi specialistici, quasi esclusivamente destinati agli addetti ai lavori. È evidente che un tale processo determina la perdita di informazioni indispensabili ad ottenere una visione unitaria e non settoriale del sapere, con conseguenze non solo metodologiche, in riferimento ai criteri con cui viene condotto lo studio di una qualunque disciplina, ma soprattutto didattiche, in vista di una riproposizione di un approccio costruttivo rivolto alle nuove generazioni.

Il superamento di questi limiti passa attraverso una profonda integrazione tra i vari ambiti culturali, eliminando le frontiere che oggi ne limitano le interazioni nell’assunto didattico che non esistono più materie scientifiche o letterarie, ma metodologie intelligenti, corrette ed efficaci per proporre le varie discipline.

Il ruolo del CIAS nel progetto

Le numerose ricadute scientifiche ed industriali che già il CIAS ha ottenuto, in particolare nel campo della decontaminazione di aria e di superfici, insieme alla recente acquisizione di specifiche competenze nell’ambito delle indagini diagnostiche non invasive su opere d’arte, hanno suggerito l’avvio di studi finalizzati non solo all’eliminazione di patogeni pericolosi per l’uomo, ma anche al restauro e recupero di manufatti artistici, utilizzando tecniche di riduzione/eliminazione degli attacchi microbiologici.

L’obbiettivo specifico del CIAS è di mutuare in altri contesti le conoscenze scientifiche trasversali di cui già si avvale, ampliandone, al contempo, il campo di interesse e di applicazione, attraverso l’introduzione di tematiche sempre più multidisciplinari, anche collaborando con altri Centri, Istituzioni, professionisti ed aziende nel raggiungimento di eventuali obbiettivi di comune interesse.

La nascita di un progetto comune per lo studio e la salvaguardia dell'arte

Dalla confluenza fra gli interessi scientifici del CIAS, quelli di tutela della Parrocchia di S.Maria in Vado e del Comune di Ferrara, attraverso i Musei di Arte Antica, e della Fondazione Ferrara Arte, impegnati nell’allestimento della mostra Carlo Bononi. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese, prevista a Palazzo dei Diamanti tra ottobre 2017 e gennaio 2018, è scaturito un progetto di ricerca interdisciplinare.

In tale contesto e con il contributo del Consorzio Futuro in Ricerca, il CIAS si è reso disponibile a finanziare con fondi propri il restauro pittorico dell’opera, a cura dell’impresa Fabio Bevilacqua Restauri, potendo così sviluppare le proprie ricerche, non invasive, in tutte le fasi di recupero del dipinto, studiandolo sul campo e riproducendone quindi in laboratorio i processi di degrado fisico, chimico e microbiologico, avvenuti ed in atto.

 

Il CIAS condurrà indagini biologiche sia tradizionali sia molecolari, oltre ad effettuare l’analisi chimica delle pitture, ad esempio utilizzando strumenti di microscopia elettronica a scansione (SEM) e a trasmissione (TEM) o di spettrofotometria (XRF), in collaborazione anche con altri ricercatori esperti dell’Università di Ferrara.

Le conoscenze che verranno acquisite con queste sperimentazioni serviranno, in una fase immediata e successiva al restauro vero e proprio, alla messa a punto di tecniche innovative di decontaminazione dedicate ai manufatti artistici di pregio, mutuando le procedure già applicate con successo dal CIAS in vari ospedali italiani unitamente alla COPMA scrl di Ferrara, per la sanificazione di superfici in aree a medio o elevato rischio infettivo.

 

I Musei di Arte Antica di Ferrara, porteranno l’esperienza del Comune nell’ambito della ricerca storico-artistica e museale e costituiranno un prezioso filo conduttore con la mostra collocata a Palazzo dei Diamanti.

La Familia Christi, che ben custodisce la Basilica, fornisce non solo un grande supporto logistico all'iniziativa ma arricchisce lo stesso progetto attraverso le competenze dei propri membri e con la sensibilità e la conoscenza del sacro che sono cardine per dare significato alla pittura del Bononi ma anche a un progetto che vuole essere aperto, gratuito ed inclusivo.

Tutte le attività vengono naturalmente concordate, approvate e supervisionate dai Tecnici della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Ferrara.

Già in fase di pianificazione del progetto sono nate nuove idee e collaborazioni, fra queste quelle dedicate alla comunicazione e divulgazione del progetto e dei suoi risultati, in particolare con l'aiuto del SE@ (Centro di tecnologie per la Comunicazione, l’Innovazione e la Didattica a Distanza dell’Ateneo) si occuperà di video-documentare il progetto, realizzando una sceneggiatura insieme al gruppo di lavoro e traducendola in un cortometraggio che avrà lo scopo di illustrare le attività svolte in cantiere e nei laboratori scientifici, fino alla organizzazione espositiva dell’opera.

Il Liceo Ludovico Ariosto collaborerà con propri tirocinanti interessati allo sviluppo/implementazione di ricerche nel campo delle opere d’arte, del loro restauro e dei metodi più innovativi per comunicarli al pubblico. Gli studenti parteciperanno anche alla realizzazione del video, nell’ambito del Programma di Alternanza Scuola Lavoro.

 

Alla progettazione dell'allestimento del cantiere, oltre al CIAS, hanno contribuito lo studio di architettura PAN STUDIO di Bologna (Paolo Capponcelli, Mauro Dalloca, Cesare Mari), il per.ind. Giuseppe Filomeno (impianti elettrici ed illuminotecnici), la società QUADRICROMA sas, Bologna (realizzazione dell’allestimento).

COPMA scrl fornisce supporto attività di ricerca (attraverso i propri prodotti e l'uso del sistema PCHS) e finanzia attivamente alcune opere d’arte destinate alla mostra.

PANSTUDIO architetti associati

Altri partner pubblici e privati si stanno associando al progetto, allo scopo di fornire il proprio contributo ad una iniziativa che intende valorizzare l'arte, la città di Ferrara ma anche la cultura nel suo più alto valore di bene indispensabile e diritto di tutti. Chi intendesse partecipare può contattarci alla e-mail: cias@unife.it

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