Bononi pittore

Progetto Bononi

La pittura di Carlo Bononi

Ospitare a Ferrara la prima mostra monografica a Carlo Bononi, città dove ha realizzato gran parte delle sue opere più importanti, serve a restituire a questo pittore il meritato ruolo nell'Officina Ferrarese e, più in generale, nella pittura del Seicento.


La mostra Carlo Bononi. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese ha avuto luogo a Palazzo dei Diamanti dal 14 ottobre 2017 fino al 7 gennaio 2018 ed è stata promossa dalla Fondazione  Ferrara Arte, a cura di Giovanni Sassu, curatore dei Musei d’Arte Antica della città estense, e Francesca Cappelletti, docente di Storia dell’arte moderna dell’Università degli Studi di Ferrara.

Chi è Carlo Bononi

(a cura di Giovanni Sassu, Musei d’Arte Antica, Comune di Ferrara)


Seppur oggi quasi sconosciuto al grande pubblico, il nome di Carlo Bononi ha attirato in passato l’attenzione di artisti, committenti, letterati e amanti dell’arte. A pochi anni dalla sua morte, avvenuta nel 1632, il “divino” Guido Reni, infatti, nutriva un rispetto talmente grande nei suoi confronti da rifiutarsi di terminare una Resurrezione di Cristo, lasciata incompleta dal ferrarese: non poteva egli toccare le opere di un collega che considerava «pittore non ordinario», dotato di «una sapienza grande nel disegno e nella forza del colorito», di un «fare grande e primario».

Eco del lusinghiero giudizio di Reni si ritrova nel tributo riservatogli da un altro grande, il Guercino, il quale amava sostare proprio qui, nella chiesa di Santa Maria in Vado e osservare «con lagrime di giubilo» le maestose decorazioni della navata, del transetto e del catino absidale.

Le attestazioni di stima, documentate anche da committenti assai soddisfatti, si allargano nel Settecento, in epoca di Grand Tour, ai non meno lusinghieri giudizi di intellettuali del calibro di Charles De Brosses e di Johann Wolfgang von Goethe; quest’ultimo ammirò molto il Convito di Erode nella chiesa di San Benedetto, purtroppo distrutto dai bombardamenti del 1943-44.


Artista prolifico, grandissimo disegnatore, inquieto sperimentatore e infaticabile viaggiatore, Bononi occupa un ruolo di assoluto rilievo nella storia dell’arte del Seicento. La sua carriera si consuma nell’Italia di passaggio tra l’età della Controriforma e la piena maturazione del nuovo linguaggio artistico naturalistico e barocco.

Le fonti Settecentesche, in particolare Girolamo Baruffaldi, tramandano come data della sua nascita il 1569, evento che la più moderna storiografia tende però a ritardare di circa un decennio. Allievo – si dice – del Bastarolo e poi in contatto con lo Scarsellino, i suoi riferimenti stilistici sono tutti oltre le mura di Ferrara. Attento alla recente tradizione Cinquecentesca di matrice veneta (Tintoretto, Veronese e Palma il giovane) e a ciò che di nuovo gli accadeva intorno (dai Carracci a Caravaggio, fino a Simon Vouet), Bononi predilige tecniche e procedimenti pittorici sperimentali finalizzati all’esaltazione di cromie e ombre altamente drammatizzanti: non a caso Guido Reni impiegherà la parola «sbattimenti» per descrivere i suoi quadri.


Altro tratto distintivo del pittore è la forte connotazione emozionale che trasuda da ogni sua figura e composizione. Una caratteristica talmente pregnante da essere colta perfettamente nel 1622 da Tito Prisciani, priore della chiesa nella quale vi trovate, secondo il quale «Bononi merita di essere stimato perché li colori che lui adopera sono impastati di cuore liquefatto». L’icastica definizione di Prisciani – amante dell’arte ma, soprattutto, un religioso figlio dei suoi tempi – connota di viva partecipazione la pittura di Carlo, descrivendone il carattere empatico, partecipato ed emozionale, capace di impiegare con naturalezza meccanismi narrativi quali la sorpresa, la luce e la teatralità che apparterranno di lì a pochissimo alla cultura Barocca. Apprezzato tanto da ordini religiosi vecchi e nuovi, da confraternite laicali e dai nobili di mezza Italia, Bononi muore nel 1632, trovando sepoltura proprio in questo tempio, luogo che ancora oggi tramanda la sua grandezza.


A questo originale e affascinante maestro sarà dedicata in autunno la mostra Carlo Bononi. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese, Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 14 ottobre 2017 - 7 gennaio 2018 (www.palazzodiamanti.it).